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Accendino

Un  piccolo specchio parabolico riflette  i raggi del sole e li concentra in un punto dove, in breve, si raggiunge una temperatura  tale da bruciare ramoscello, un pezzetto di carta o accendere una sigaretta.  L'accendino solare si utilizza con il  tempo soleggiato e funziona con  qualsiasi  temperatura esterna.  

La proprietà focale della parabola che viene sfruttata in questo accendino era conosciuta fin dall’antichità: i raggi paralleli all’asse si riflettono sulla parabola e si concentrano  nel fuoco. Secondo la leggenda Archimede avrebbe infatti distrutto la flotta romana durante l’assedio di Siracusa nel 213 a.C. concentrando i raggi solari con appositi specchi.







Se si seziona lo specchio con piani passanti per il suo asse, si ottengono delle parabole.

La parabola è il luogo dei punti P equidistanti da un punto F (fuoco) e da una retta d (direttrice). Quindi PF=PH e PHF è un triangolo isoscele.

L’asse di simmetria del segmento FH forma in P tre angoli uguali α,β,γ (per le proprietà del triangolo isoscele).

L’asse di simmetria del segmento FH è la retta tangente alla parabola in P.





I raggi del sole colpiscono lo specchio parabolico.

Per le leggi della fisica, il raggio incidente e quello riflesso formano due angoli uguali con la tangente alla curva.

Se il raggio del sole è parallelo all’asse della parabola (e perpendicolare alla direttrice), dopo aver colpito la parabola nel punto P si riflette andando verso F.

Se l’asse dello specchio viene puntata verso il sole, tutti i raggi che si concentrano in F e li viene così raggiunta una temperatura tale da far accendere una sigaretta.










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